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Lascia un segno del tuo passaggio, in poche parole Oblitera il biglietto qua! Cronache di una VitaChe incessante scorre, giorno dopo giorno...
August 18 Giuliana Ovvero il nome di un piccolo paese siciliano, in provincia di Palermo, al confine con quella di Agrigento. Arroccato su un monte, a quasi 700 metri di altitudine, all'incirca 2200 abitanti. Questi i dati essenziali del piccolo paesino dove sono stato spedito! Sono a 1600 km da casa mia, lontano, molto lontano. La scoperta di questa nuova destinazione ha una storia particolare, quasi comica, per raccontarla devo ritornare indietro di un mese esatto, il 18 Luglio 2008. Era Venerdì, primo giorno della settimana di vacanza in montagna, le sei di sera circa quando arriva la prima chiamata. "Pronto!Ciao Massimo!"(collega che a Firenze stava nella mia stessa camerata) "oh, ciao Matteo, hai saputo?" "no, cosa?" (capisco quale fosse l'argomento, ma ignoro ancora l'evolversi del tutto) "Mi hanno mandato in Sardegna" ...momento di silenzio...risata di Massimo... "oh Caxxxo!!!" (pronta replica da parte mia) Seguono altri epiteti e considerazioni, ma nulla si sa ancora del mio destino, ci salutiamo e incomincio una lunga serie di telefonate. Fabio- Sardegna, Roberto- Sardegna, Luigi- Sicilia e cosi via... Inizio a preoccuparmi leggermente, temo di finire anche io in terra sarda, bel primo giorno di vacanza, anche per il mio amore... Arriva infine la telefonata, poche parole, un accenno di battuta: "Ti hanno mandato vicino a casa" "ah si?Dove? "Sicilia" Rimango un attimo confuso, poi inizio a ridere, non avrei saputo come reagire altrimenti, rido e penso, a cosa non so però. Incasso il colpo col sorriso,anche perchè ad essere scosso non sono solo io, ma anche chi mi sta vicino e so che avrà bisogno di sostegno.Devo tentare di cogliere gli aspetti positivi e ammetto che è stato difficile trovarne. Passa la vacanza, meravigliosa... Arriva la partenza, un'Odissea! Arrivo infine, dopo due giorni di viaggio nella sopracitata Giuliana e inizia così una nuova avventura... Una prima settimana di ambientamento, giustamente un pò scosso, colpa del fuso orario credo...ma adesso che sono passati 20 giorni, posso dire di trovarmi a mio agio, che non vuol dire bene, però almeno ho capito come muovermi, dove sono, ma soprattutto cosa faccio. Si sente la lontananza da casa, sono appena 20 giorni, e ancora non so quando potrò tornare, tento di resistere, mi tengo impegnato, lavoro il doppio del normale e cosi il tempo lo faccio passare, ma credo che prima o poi raggiungerò il limite e dovrò staccare, per il momento ci proverò andando a trovare nei prossimi giorni i miei cugini, ma per quanto affetto ci possa essere, ci sono persone insostituibili, una su tutte, che sta sicuramente leggendo queste righe, con qualche lacrimuccia che riga il volto...voglio solo dirti Amore Mio, che torno presto da Te e non dimenticarti cosa devi fare, alzare lo sguardo e guardare un pò più in la, al traguardo... Vi lascio a un quanto più prossimo ritorno, con maggiori dettagli su questo posto, sul lavoro e su altre notizie di interesse plausibile. April 13 Essere capaci di......accettare tutto quello che ti può capitare. Già, perchè non ha alcun senso vivere la propria esistenza avendo un programma dettagliato di ogni cosa che di deve accadere. Bisogna coltivare e far crescere ben forte la nostra capacità di accettare gli eventi ed essere pronti a trovare alternative valide che non siano lo sbattere la testa al muro o tantomeno evitare di assumersi le proprie responsabilità. Mi reputo abbastanza avanti in questo "settore" ho la consapevolezza di aver fatto diverse scelte di un certo peso negli ultimi anni, ma, cosa molto più importante sono certo di averle fatte con oculatezza e ragionando a fondo, mi sono assunto il carico di quanto deriva da ogni decisione. Per questo motivo non intendo, mai l'ho fatto, iniziare a giocare alla contromossa, per quanto sia possibile si esegue tutto con serenità, riconducendo ogni evento ad un semplice discorso, del tipo "l'ho voluto, lo voglio e lo vorrò". Quindi, sbottoniamo le maniche e arrotoliamole, come "il vecchio" ci insegnò. In questo momento mi trovo nell'immenso comune di Roburent, in provincia di Cuneo, davanti alla porta del seggio elettorale...tra poche ore si vota e la nostra Italia è pronta all'ennesimo cambio di gestione, speriamo in un risultato che consenta una gestione duratura, stabile e orientata verso i valori che più tengo a cuore. A prescindere dal risultato, rimango dell'idea che tutta la politica abbia bisogno di una vigorosa rinfrescata, un cambio generazionale che ci faccia finalmente uscire da questo regime poltronistico. Facendo un conto, visto che due sono troppi, è semplice rendersi conto che mancano meno di tre mesi al fatidico giorno, si prospetta un nuovo cambiamento, una nuova realtà, una nuova avventura, per i pensieri inerenti rimando al primo paragrafo. Comegià espresso in precedenti interventi, la curiosità è la motrice principale dei miei pensieri, sapere che in quel giorno la tua vita subirà un cambiamento è una cosa particolare, bella e/o brutta, in ogni caso attesa con voglia di conoscere. Navigando a casaccio mi sono a messo leggere qualche intervento di mie coetanei, conosciuti e non, ognuno inserito in diverse realtà, ognuno chiamato a vivere la sua vita a modo suo; mi rendevo conto, riga su riga, che la grossa differenza con gli altri è il fatto di aver assunto determinate responsabilità, avere sulle spalle (o averlo a breve) il potere di decidere per altri, non limitarsi a decidere cosa fare la sera, se andare al pub o in discoteca, no tra cinema e partita di calcetto, sono proiettato in una dimensione che al giorno d'oggi i giovani si trovano ad affrontare spesso oltre i 30 anni e mi rendo conto che questa cosa comporterà al sistema dei problemi di non lieve entità, come disserò alcuni mesi fa, i mammoni esistono, e questo non è un gran bene. Ovviamente non discrimino la voglia, anzì il diritto di godersi la vita, il calcetto fa bene, il cinema mi piace, una serata in compagnia è d'obbligo, quello che mi fa pensare è tutto il resto, l'innalzamento eccessivo dell'età adulta, veramente eccessivo. Mi fermo ora, può bastare per oggi, anche perchè devo andare fuori a ispezionare... Saluti. January 26 SporadicitàCome sempre, passano mesi prima che io possa o forse meglio dire, voglia aggiornare o quantomeno rinfrescare questo piccolo angolo di "sfogo"
Che dire...è sabato sera e sono in caserma, non troppo stanco, seppur con i piedi distrutti (colpa del campo sintetico e della sabbia) sto ascoltando la mia musica, quella che per molto tempo è stata in grado di spedirmi in quell'antro di mistica spensieratezza che ognuno di noi custodisce nel suo cuore, il luogo ove tutti i pensieri sono liberi di fluire, di scontrarsi e darsi addosso con dolce cattiveria ed ordinata confusione.
Sono in cerca di parole, come ero solito fare un tempo, sfogare su una tastiera i pensieri di cui sopra e farli divenire espressione di quanto sento, è una gran bella sensazione e non la si perde, o almeno so di non averla persa, l'ho custodita e messa a riposo, convint di dover fermarmi, ma per cosa fare?
A questo quesito la giusta risposta sarebbe un sonoro BOH!
O forse è meglio non dare alcuna risposta e continuare a scrivere cosi come sto facendo ora, di getto e tutto d'un fiato o quasi, proprio come più mi piace, in maniera diretta e convinta, senza ripensare a quanto già detto, senza ritornare sulle parole, se le ho messe era perchè in qul momento sentivo di metterle, stavano bene cosi, sarebbe come pentirsi delle proprie scelte e questa è una cosa sbagliatissima.
Ora è tempo di andare, troverò forse nel sonno le parole ce cerco, parole da destinare a una persona speciale, parole che devono comunicare una sola cosa e solo laggiù le posso trovare; mi riprometto di tornare presto per raccontare qualcosa inerente la prosecuzione della vita militar-scolastica.
Un salutone.
October 08 Rovistando......fra le vecchie mail, ho riletto questa; l'ho ricevuta un paio di anni fa e oggi posso dire di ritenerla mia, la dedico ovviamente al mio Amore:
Una ragazza chiese ad un ragazzo:
"Mi vuoi bene?" Lui rispose no.
Lei chiese "Mi trovi carina?" Lui rispose no.
Lei chiese "Sono nel tuo cuore?" Lui rispose no.
Per ultimo lei chiese "Se io me ne andassi, tu piangeresti per me?"
Lui rispose no.
Lei andó via triste.
Lui la prese tra le sue braccia e disse:
"Io non ti voglio bene, io ti amo.
Io non ti trovo carina, io ti trovo stupenda.
Tu non sei nel mio cuore, tu sei il mio cuore.
Io non piangerei per te, io morirei per te!"
E va bene così...Senza Parole! September 22 PiantoneChiunque abbia una minima esperienza militare, sa benissimo cosa vuol dire questa parola, il più classico dei servizi, ma alle volte anche il più odiato.
Ne esistono di diversi tipi, a seconda del reparto in cui ti trovi, dell'orario in cui lo svolgi e altre variabili.
Nel caso che prendiamo in esempio, vediamo come sia difficile far passare il tempo.
Il servizio odierno infatti prevede il piantonamento delle camerate, oggi è Sabato e quindi molti allievi sono in permesso, nella fattispecie, tutti quelli che dormono qua, eccetto uno!
Il nucleo comando che si trova a quattro passi da me, il sabato è chiuso, c'e una simpaticissa corrente di aria fredda che mi sta congelando dalle 05.58 di questa mattina, quando ho aperto il registro delle consegne.
Devo rimanere qua fino alle 15.00 e se non avessi questo potente mezzo, quale ausilio didattico e di svago trascorrere queste nove ore sarebbe veramente un'ardua impresa!
Ma tutto passa e anche questa passerà, la nota positiva è che a fronte dei 12 giorni di fila qua dentro, me ne andrò a casa Giovedì, guadagnando quasi una giornata intera di riposo.
Per il resto devo dire che si procede abbastanza celermente, ho iniziato il secondo anno di corso il 3 settembre, a Firenze.
Siamo quasi ad Ottobre e sarò qua fino a Luglio, a pensarlo un unico e lungo periodo è difficile, ma se lo si considera a tappe (Natale, esami, Pasqua, Esami, Tesi, Fine) è relativamente più semplice, anche se la prima tappa è veramente distante...3 mesi e mezzo, dei quali però, uno è gia trascorso!
I viaggi per tornare a casa sono una vera e propria passeggiata, 4 ore appena, dopo un anno di sacrifici e farsi 1400 km ogni finesettimana o quasi, ora che sono la metà non si sentono per nulla.
Il mio amore ha quasi finito il primo anno di università, le mancano solo due esami (uno fra due giorni) ed è quindi in regola, sono contento, perchè so quanto ci tiene!
Ora termino che riprendo il mio servizio, vado a controllare che l'uomo invisibile abbia tirato l'acqua dopo essere stato in bagno...
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